pesticidi cosa sono e perche fanno male

Pesticidi, cosa sono e perché fanno male?

Nonostante il loro utilizzo sia normato, sia a livello italiano che europeo, in materia di pesticidi la sensazione comune è perlopiù quella di una politica che fatica a prendere una posizione netta tra gli studi scientifici e gli interessi economici che girano attorno a questo mercato. 

Anche gli agricoltori si trovano in una posizione difficile. Da un lato manca una valida alternativa bio sostenibile, dall’altro lato c’è il proprio profitto da salvaguardare. 

Gli ultimi di questa catena sono i consumatori i quali, poco e male informati, sono attirati da campagne mediatiche a volte troppo allarmistiche o, all’opposto, tranquillizzanti.

Indaghiamo, allora, ciò che si nasconde nel mondo dei pesticidi e cerchiamo di capire quali sono i loro effetti sull’uomo e sull’ambiente.

Pesticidi, cosa sono?

Il termine pesticida, nella sua accezione più ampia, comprende sostanze sia sintetiche che naturali deputate a prevenire, distruggere, repellere e attenuare qualsiasi organismo nocivo e i suoi danni. 

Sono inclusi, quindi, sia agenti contro i vettori di malattie umane e animali sia le sostanze defoglianti, disseccanti e regolatrici della crescita vegetale. 

L’impiego di tali sostanze è indirizzato alla protezione di produzione, lavorazione, conservazione, trasporto e commercializzazione di cibo, legname e derivati e alimenti zootecnici. Agricoltura, allevamento, industrie di trasformazione, del tessile e del legno ne sono quindi i maggiori utilizzatori.

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È facile vedere, dunque, quanto il loro utilizzo sia permesso. E di conseguenza quanto spesso è possibile per ognuno di noi, venire a contatto, direttamente o indirettamente, anche con i loro residui.

Pesticidi, pro e contro

Lo sviluppo e l’utilizzo dei pesticidi, nel corso del tempo, ha portato benefici subito percepibili come, ad esempio, il miglioramento quantitativo e qualitativo delle produzioni agricole e zootecniche, contribuendo anche allo sviluppo di intere aree geografiche. 

Non dimentichiamo che il famoso DDT ha permesso di sconfiggere la malaria in molti territori, Sardegna compresa, mentre altri pesticidi sono stati responsabili del contenimento della malattia del sonno e della febbre gialla. 

Tuttavia, quasi come ogni nuova conquista, anche con i pesticidi è stato fatto un uso indiscriminato. Inoltre, la ricerca è stata orientata solo all’efficacia e guidata dal profitto immediato, senza prendere in considerazione gli effetti negativi a lungo termine per l’uomo, gli animali e l’ambiente.

Chi è più esposto agli effetti dei pesticidi?

Si parla di esposizione acuta per agricoltori, operatori di produzione, trasporto e stoccaggio di pesticidi così come per gli abitanti di aree dove l’utilizzo circostante è massiccio. 

Il resto della popolazione subisce un’esposizione cronica poiché, oltre a venirne in contatto a causa di un utilizzo privato casalingo, è bersagliata dai residui presenti nel cibo, nell’acqua, nelle suppellettili, nel mobilio in legno e nell’ambiente naturale circostante. 

Nessuno è immune a questo pericolo, né l’uomo né l’ambiente.

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Quali sono i danni dei pesticidi sull’uomo?

I pesticidi possono avere effetti dannosi anche a dosi ben al di sotto del limite di legge, soprattutto dopo un’esposizione prolungata. 

La grande varietà di classi chimiche che va a comporre i pesticidi può avere effetti anche sui nostri organi e tessuti, causando danni, ad esempio, al sistema nervoso centrale, sistema endocrino e agli apparati riproduttivi, oltre a vari danni alla salute infantile dovuti proprio all’esposizione.

La loro relazione con la salute umana è stata ampiamente studiata, portando a rilevare:

  • tracce addirittura nel cordone ombelicale e nel latte materno
  • diretta causalità in particolare con tumori ematologici e danni neuropsichici;
  • decessi per avvelenamento. Secondo l’Oms, si contano ogni anno oltre 26 milioni di casi di avvelenamento con 258.000 decessi annui a livello mondiale e negli Usa il 45% di tutti gli avvelenamenti da pesticidi si registra nei bambini;
  • trasmissione delle problematiche alle generazioni successive. Quasi tutti i pesticidi, infatti, sono accomunati dall’essere interferenti endocrini. Ciò porta effetti sull’organismo interessato e sulla progenie;
  • sono responsabili della Pandemia Silenziosa, che si esplica in vari danni neuropsichici e comportamentali nell’infanzia, dal deficit di attenzione, all’autismo, fino alla riduzione del quoziente intellettivo;
  • insorgenza di tumori nel sangue come leucemie, linfomi e mielomi oltre all’aumento del rischio di cancro alla prostata, soprattutto in chi subisce un’esposizione diretta o professionale;
  • manifestarsi di malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson e tumori al cervello e agli apparati riproduttivi, nello specifico negli agricoltori e negli operatori del settore primario;
  • sull’intera popolazione l’aumento di melanomi, in genere, associati all’esposizione ai raggi solari, sembra essere amplificato dal contatto con pesticidi.

Quali sono gli effetti e i danni dei pesticidi sull’ambiente?

Da un rapporto di Legambiente risulta che in Italia più di un terzo dei campioni di frutta e verdura sia contaminato da residui di pesticidi. Un terzo di questi campioni positivi presenta addirittura più di una tipologia di pesticida. Ciò significa che, sebbene presi da soli siano entro i limiti consentiti, la loro sommatoria non lo è e le conseguenze dovute alla loro combinazione, prolungata nel tempo, siano imprevedibili. 

Anche le acque risultano molto contaminate. Anche in questo caso, un terzo dei campioni delle acque di superficie contengono residui di pesticidi, questi ultimi presenti addirittura in un quinto delle acque sotterranee. 

La persistenza dei pesticidi nel suolo e nelle acque è davvero pericolosa, inquinando gli ecosistemi di pesci e anfibi. I pesticidi, infatti, sono tossici per tutti gli organismi viventi, a causa delle loro caratteristiche biochimiche e si possono bio-accumulare nei tessuti animali. 

Le resistenze generate obbligano ad aumentare le dosi e trovare sempre nuove molecole. La tossicità a largo spettro causa danni e morie di insetti impollinatori come api e bombi.

L’Italia, purtroppo, è il primo paese europeo per uso di chimica in agricoltura, con utilizzi doppi rispetto a Francia e Germania. Per questo è necessario creare consapevolezza ed elaborare nuove soluzioni naturali.

Quali sono le soluzioni disponibili per ridurre i pesticidi?

Oggi una risposta c’è. Noi di Nanomnia abbiamo sviluppato una tecnologia che agisce, in contemporanea, su due fronti:

  • miglioramento dell’efficienza dei pesticidi attualmente in commercio, per abbassarne la dose utilizzata;
  • rendere i pesticidi selettivi, quindi tossici solo per l’organismo bersaglio e non per le specie positive come gli insetti impollinatori. 

La nostra tecnologia è adatta a rendere più efficaci anche pesticidi naturali che fino a ora non potevano competere con la chimica di sintesi.

Un futuro più sano e naturale è possibile.

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